Lulu Withheld
Lulù Withheld si forma artisticamente alla fine degli anni ‘90, in un momento di
passaggio, quando l’idea di futuro comincia a incrinarsi. Conclude il suo apprendistato pittorico con il massimo dei voti, accompagnato da una tesi sulla ricerca del confine instabile e ambiguo tra genialità e follia nella storia dell’arte.
Dopo alcuni semestri alla facoltà di Architettura comprende che lo spazio non va solo progettato, ma attraversato, e sceglie – dunque – di partire.
Viaggia, si ferma, resta.
Tra Spagna, Italia e Francia frequenta workshop e prende parte a residenze artistiche; lavora accanto alla fotografia di moda e documentaria, ne assorbe il ritmo e la superficie, impara a osservare i corpi, la luce, il desiderio. Dirige cortometraggi, videoclip e opere di videoarte, costruendo immagini come stanze emotive: temporanee, percorribili. Tutto può essere costruito e decostruito; immagini che non chiedono di essere raccontate, ma attraversate e sentite e vissute.
E infine torna alla fotografia. Il primo grande amore della sua vita, nonché il centro della sua ricerca artistica attuale, in cui il suo immaginario si condensa in un linguaggio che parla di desiderio e perdita, di tempo e memoria.



