Paolo Testa

Paolo Massimo Testa nasce ad Alzano Lombardo, nella provincia di Bergamo.

Le montagne, l’arrampicata, lo sci. Il padre che gli regala la prima compatta, gli scatti alla natura, la voglia di documentare la realtà cosi com’è. Un imprinting pulito, un quotidiano senza troppi fronzoli che Paolo lascia per trasferirsi a Milano e studiare Filosofia. Un cambio di scena che lo fa essere più ribelle, nella città della moda, dove lui della moda se ne frega.

Dopo esperienze itineranti in Europa, nel 2012 Paolo intraprende gli studi alla New York Film Academy e si traferisce nella Grande Mela, dove tuttora lavora. Una preparazione tecnica e una cultura rinnovata iniziano piano piano a mischiarsi con un nuovo stile vita.

A New York Paolo assiste molti maestri, tra cui Max Vadukul. E’ il momento della fotografia di moda,

un primo capitolo lavorativo di successo che però non sente suo.

E’ quando Paolo riscopre l’arrampicata che capisce qual’è la sua passione. Torna in contatto con ciò che lo circonda in maniera più intima e comprende di dover seguire la sua vocazione per la fotografia di reportage.

Da qui nascono le serie dell’arrampicata e del fishing, scatti quotidiani, ritratti unici, immagini slegate tra loro che restituiscono una realtà vissuta da dentro. Una produzione di grande personalità che lo porta a raccontare una ricerca interiore e rivolta al suo contesto, fino a produrre il più recente ed eloquente Pandemic Diaries.

Paolo non si definisce artista, ma artigiano. Non vuole manipolare, né raccontare per forza, la sua fotografia non è costruzione. A volte può essere una narrazione, altre è semplicemente e un momento che vale la pena essere raccontato. Paolo ci offre la realtà nuda, nella sua essenza, e riesce ad arrivare a chi la vede, a trasmettere il suo vissuto.

La fotografia di Paolo Massimo Testa è una fotografia semplice, senza ritocchi. Una fotografia che deve essere osservata, che necessita del suo tempo e che pian piano si rivela. Ci fa fermare per un attimo, ci colpisce e ci disturba, ci lascia un sorriso strano addosso e a volte non risolve la metà delle nostre domande. Esattamente come se osservassimo per un istante in più quel che davvero ci circonda.

Le storie di Paolo