Romantizzare la quarantena è il privilegio della classe

Fotografie di Piotr Niepsuj
Rubrica:  Quarantine Diary

 

Sto nella mia casa-studio (lol, suona già pretenzioso) in un quartiere molto borghese di Milano e non soffro troppo. Per essere sincero non è che sia cambiato molto da quando il Corona non c’era. E’ cambiato tutto fuori, ma qui dentro è uguale, uguale come prima. L’unica differenza è che ora il tempo passa più lentamente. #slowlife. La mia terapista (pretenzioso di nuovo?) mi direbbe che mi fa solo bene. Forse.
Non so che giorno della settimana sia oggi ma, non lo sapevo manco prima. Non conto i giorni da quando sono chiuso (lol) qui dentro. Gli unici segni del tempo che passa sono gli oggetti che si spostano, le pile di libri che crescono, i bicchieri vuoti che si moltiplicano, i fiori che stanno morendo. Mi piace il disordine. E’ molto più umano, caldo, vero… ma quanto cazzo sei romantico Piotr.
Cerco di leggere il più possibile, ascolto la musica, osservo il tempo che passa… che privilegiato! Poi mi scrivi tu, vorresti qualche contenuto per qualche tuo canale. “Just for fun”. Molto bello, certo, adesso ci penso! Ci penso, sto pensando… aspetta! Cosa stavo leggendo? Mi sono confuso. Mi fa davvero piacere che tu abbia pensato a me, ma io ora più che mai, vorrei sparire. Mi sono pure (temporaneamente?) tolto da facebook. Pensa te.