Vite sospese

Fotografie di Andrea Boschetti

 

Questo progetto fotografico nasce dall’esigenza di mostrare un aspetto dell’epidemia del Covid-19 che a mio giudizio è stato tralasciato:
La quarantena domiciliare.
La vera quarantena. Non il lockdown.
Allo stesso tempo vuole contrapporsi al grande peso mediatico che è stato dato all’accostamento Covid-Ospedale. Civid-Terapia intensiva.

Ad Aprile 2020 alcune regioni in Italia hanno scelto di creare le USCA, unità speciali di continuità assistenziale, formate da medici con lo scopo di prendere in carico i pazienti Covid+ e le persone fortemente sospette di essere positive al virus e di seguirli curandoli nelle proprie case per alleggerire il lavoro negli ospedali. Questo tipo di servizio mi interessava molto e mi sono reso disponibile a farne parte a Torino appena hanno iniziato a formarli. L’USCA era quindi il punto di unione tra il mio essere medico e il desiderio di raccontare con le immagini questo aspetto della pandemia da Covid-19.

Il progetto fotografico ritrae quindi le persone: i pazienti Covid-19 positivi o fortemente sospetti di esserlo per sintomi in attesa di eseguire il tampone. Durante la visita medica ho cercato ogni volta di creare una relazione col paziente per entrare in sintonia e al temine della visita descrivevo e proponevo il progetto fotografico cercando di trasmettere la voglia di valorizzare la medicina del territorio ma anche di creare un punto di unione ideale tra i vari pazienti, un modo per non farli sentire soli avvicinando idealmente altre vite sospese.

Il “fil rouge” è il divano di casa, il letto della camera, una poltrona, quel punto dove solevano riposare, e dove potevo percepire quella sensazione di attesa. La quasi totalità delle persona ha risposto con entusiasmo al progetto, avevano voglia di sentirsi parte di un gruppo, erano isolati ma con un’idea di insieme. Nella loro casa si percepiva spesso l’isolamento e la voglia di ritornare all’aria aperta e alla vita di tutti i giorni, ma soprattutto la speranza di guarire.

E’ un progetto che ha permesso di dare un taglio trasversale alla società umana del 2020 anno della pandemia del Covid-19, per sesso, età e colore: dalla bambina di due anni alla nonnina ultra novantenne, dal centro di Torino alle periferie. E’ stata un’esperienza significativa per me, è durata 3 mesi, e con questo progetto spero di aver dato anche il giusto peso alla medicina del territorio che si occupa e cura le persone nelle proprie case.
Andrea Boschetti.