Luca Gerli
Classe 1990, mi sono avvicinato alla fotografia da autodidatta nel 2021, in un periodo particolarmente difficile della mia vita. Da sempre incline a stati d’animo malinconici, ho trovato nell’obiettivo un’opportunità per trasformare il mio sguardo sul mondo: mi ha aiutato a ritrovare presenza, consapevolezza e profondità nel rapporto con ciò che mi circonda. La fotografia è diventata il mio modo di osservare, comprendere e, in qualche modo, ricostruire la realtà.
Fin da subito mi sono appassionato alla pellicola e allo sviluppo “home made” dei negativi, affascinato dalla lentezza del processo, dal fascino dell’attesa e dall’imprevedibilità dei risultati.
Fotografavo quasi esclusivamente nature morte, attratto dal silenzio delle cose e dalla loro capacità di evocare presenza anche nell’assenza. Con il tempo, però, è cresciuto in me il desiderio di incontrare l’elemento umano: volti, gesti, relazioni. È così che la fotografia ha cominciato a farsi racconto, spingendomi a cercare storie da ascoltare e restituire attraverso lo sguardo.
Oggi la fotografia di reportage è ciò che sento più vicino a me. Mi apre porte su mondi diversi, arricchendomi culturalmente e umanamente. Spesso mi spinge a uscire dalle mie zone di comfort e stimola la mia crescita, anche fotografica.
