Il 21 agosto il Leoncavallo è stato sgomberato.
Non è soltanto la chiusura di un luogo, ma la cancellazione di uno spazio che per decenni ha rappresentato possibilità di cultura libera, di pensiero indipendente, di socialità non mediata da dinamiche commerciali.
Il 6 settembre Milano risponde.
Il corteo non sarà solo presenza fisica, ma un atto collettivo che riafferma la necessità di spazi aperti di condivisione.
Sarà una manifestazione nazionale. La solidarietà al Leo arriverà fisicamente da diverse città, anche perché gli spazi sono sotto attacco ovunque e il modello Milano lo ritroviamo in varie forme anche altrove. Quindi le istanze sono condivise. Si parla di Milano, ma per molti aspetti anche di Roma, di Bologna, di Torino etc.
In questo contesto la fotografia entra come gesto politico, non per limitarsi alla cronaca, ma per costruire una rappresentazione visiva della manifestazione stessa. La rappresentazione non è mera registrazione, è traduzione, trasfigurazione e interpretazione.
È la capacità di restituire in immagine ciò che accade, andando oltre il visibile per dare forma a un senso condiviso. Ogni scatto può diventare simbolo, un linguaggio attraverso cui la città si riconosce e si racconta.
Le immagini raccolte diventeranno materia viva di memoria e immaginario. Una rappresentazione collettiva capace di dire che questa battaglia non riguarda solo un centro sociale, ma l’idea stessa di Milano come città e dei suoi abitanti che non rinunciano alla propria libertà.
Manda la tua candidatura per partecipare a OCCUP.EYE entro il 3 settembre: ognuno dei fotografi selezionati potrà caricare il suo scatto più iconico del corteo del 6 settembre e verrà pubblicato su Perimetro in sostegno degli spazi indipendenti, della cultura libera e condivisa.