Fotografie di Lorenzo Levi

“A non Fairy, Tale.” è nato dall’osservazione della regione in cui sono nato, dove sono cresciuto e da cui mi sono trasferito: la Valle d’Aosta.

Questo lavoro è nato dall’interpretazione personale e contemporanea del folklore locale. Dalla grande collezione di leggende, miti e personaggi immaginari che ancora oggi vengono trasmessi di generazione in generazione.

Ispirato ai racconti dei fratelli Grimm, ho deciso di raccontare
con le immagini la mia fiaba di questa regione e dei suoi abitanti, cercando di mettere in luce la sua cultura ed i suoi problemi sociali.

I protagonisti di questo racconto non sono creature leggendarie: ma gli abitanti, i luoghi e il folklore della regione.

“A non Fairy, Tale.” vuole essere un racconto contemporaneo che collega passato e presente, realtà e immaginazione.

Italia, 2025, Valgrisenche.. Un tunnel che fa parte della diga di Beauregard. La diga fu costruita nel 1957, in questa occasione cinque villaggi di Valgrisenche furono sommersi. Una trentina di famiglie resivvdenti stabilmente nei villaggi dovettero abbandonare le loro case perché sarebbero state sommerse dall’acqua.
Italia, 2025, Valtournenche. Una componente del gruppo teatrale “Le Béguió”. Questa compagnia prepara spettacoli teatrali in Patois, dialetto francoprovenzale che ancora viene parlato in molti villaggi valdostani.
Italia, 2025, Valgrisenche. Stalattiti di calcare all’interno di un vecchio impianto di monitoraggio dell’acqua abbandonato.
Italia, 2025, Pont Saint Martin. Ogni anno durante il carnevale, nel villaggio di Pont Saint Martin vengono ricordati i miti della ninfa e del diavolo e di San Martino. Si racconta infatti che il ponte romano, costruito duemila anni fa e divenuto simbolo del paese, sia stato costruito dal diavolo che fu poi ingannato da San Martino. Alla fine del carnevale il diavolo viene bruciato.
Italia, 2025, Valsavarenche. Un alpino dopo un raduno. Le tradizioni della Valle d’Aosta svolgono un ruolo fondamentale nella cultura della regione. Ogni piccolo villaggio parla la propria diversa forma di “patois” (dialetto) e crea la propria comunità. L’integrazione all’interno di queste piccole comunità è estremamente difficile e il conservatorismo regna sovrano sulla regione.
Italia, 2025, Gaby. Resti di un camoscio, probabilmente sbranato da un lupo.
Italia, 2025, Pont Saint Martin. Ritratto.
Italia, 2025, Rifugio Vittorio Emanuele II. Il Rifugio Vittorio Emanuele II è uno dei rifugi alpini più storici delle Alpi italiane, punto di partenza per escursionisti e alpinisti diretti verso la vetta del Gran Paradiso.
Italia, 2025, Donnas. Lo spopolamento dei piccoli borghi é uno dei problemi della regione. Molte case e edifici montani sono lasciati all’abbandono perché le famiglie preferiscono abitare a valle.
Italia, 2025, Gaby. Due giovani abbattono un albero. In molte case di montagna è ancora fondamentale prepararsi all’inverno tagliando la legna da ardere. Il riscaldamento di molte case è ancora la stufa a legna.
Italia, 2025, Chemp. Chemp è un piccolo borgo montano che è diventato conosciuto per un progetto artistico che ha trasformato il borgo in una sorta di museo a cielo aperto: sculture, installazioni e statue dialogano con vicoli, fontane e antiche abitazioni rurali, creando un percorso tra arte contemporanea e memoria alpina.
Italia, 2025, Pont Saint Martin. Ragazzi osservano uno spettacolo dall’alto di un monumento dedicato ai martiri delle guerre mondiali. Il calo demografico in Valle d’Aosta ha portato ad un notevole aumento dell’età media. Molti giovani che hanno terminato la scuola superiore abbandonano la regione, convinti che non ci sia futuro per le nuove generazioni.
Italia, 2025, Perloz. L’interno della casa di Danila, ex insegnante in pensione. Una casa abitata, che racconta la contraddizione di questa regione bloccata tra passato e futuro.
Italia, 2025, Pont Saint Martin. Un ritratto di Gero, uno dei personaggi piú conosciuti del paese. Gero racconta anche uno dei problemi sociali più presenti nelle realtà montane della Valle d’Aosta: l’alcolismo. Tra bar, solitudine e piccoli borghi alpini, il consumo eccessivo di alcol continua a segnare la quotidianità di molte comunità locali.
Italia, 2025, Valgrisenche. Un graffito su una galleria lungo la strada della Valgrisenche. Il movimento indipendentista della Valle d’Aosta mira a tutelare lo status speciale della regione, preservare le tradizioni, ma soprattutto mantenere la gestione locale del finanziamento e della gestione delle risorse energetiche. Nel corso degli anni, l’instabilitá politica della regione ha portato a scandali di corruzione nella politica della Valle d’Aosta.
Italia, 2026, Ollomont. Le Landzette, maschere storiche del Carnevale della Coumba Frèida, rievocano con costumi decorati e simbolici il passaggio delle truppe di Napoleone Bonaparte attraverso le vallate valdostane nel 1800. Le loro uniformi, realizzate interamente a mano con specchi, perline, campanelli e colori vivaci, nascono come simboli propiziatori per allontanare gli spiriti maligni e celebrare la fine dell’inverno. Durante le sfilate le Landzette attraversano strade e piazze, entrano nelle case, ballano, cantano e “importunano” abitanti e visitatori con scherzi benevoli, mantenendo viva una tradizione secolare profondamente legata alla cultura alpina.
Italia, 2025, Lillianes. Un camper in un’area di sosta a Lillianes, un villaggio alpino nella valle di Gressoney. Inverni sempre più miti con precipitazioni e nevicate sempre più instabili mettono a rischio l’economia regionale. L’apertura delle stazioni sciistiche è posticipata e si é costretti ad utilizzare neve artificiale per permettere l’apertura degli impianti.
Italia, 2026, Pont Saint Martin. Punti di sutura post operazione.
Italia, 2024, Gaby. Un bicchiere di vino abbandonato durante una festa. La Valle d’Aosta è una delle regioni italiane con il più alto tasso di alcolismo e la regione con il più alto tasso di consumatori a rischio in Italia.
Italia, 2025, Pont Saint Martin. Una donna indossa una maschera durante il carnevale. Ogni anno durante il carnevale, nel villaggio di Pont Saint Martin, il tempo si ferma. Il Carnevale è un momento di festa in cui gli abitanti del villaggio festeggiano per quattro giorni. Ognuno si traveste di ciò che vorrebbe essere e per quattro giorni si vive un mondo parallelo di festa e gioia. Una volta terminato il carnevale, la città torna alla sua vita quotidiana come se nulla fosse accaduto, in attesa dell’edizione successiva.