Fotografie di Andrea Finocchi
Nella parte est di Roma, tra Via di Cervara, il fiume Aniene e l’autostrada A24, si trova Casale Caletto, un quartiere segnato dalle difficoltà quotidiane che tante famiglie della periferia conoscono fin troppo bene. Un luogo che, come tanti altri, rischia di passare inosservato.
Ma qui, qualcuno ha scelto di restare. Qualcuno che ha deciso di guardare negli occhi chi soffre e di fare qualcosa di concreto. L’Associazione Culturale Casale Caletto, fondata da Mirko Frezza, Paola da Grava e Alessandro Giuli, è diventata molto più di un centro di assistenza: è un abbraccio per chi si sente solo, un porto sicuro per chi non sa a chi rivolgersi. Ogni mese vengono distribuiti circa 1.600 pasti caldi e pacchi alimentari, ma insieme al cibo arriva il dono più prezioso di tutti: la vicinanza umana.
L’Associazione apre le sue porte anche per feste ed eventi comunitari, perché comprende che le persone non hanno bisogno solo di sopravvivere, ma anche di sentirsi parte di qualcosa, di ridere, di stare insieme.




















