Fotografie di Anna Ratajczyk
“Amato fratello!
Oggi mi è giunta la tua lettera, per la quale ti ringrazio di tutto cuore…” Lipsko – 06.07.1944
Correva il 1939. La Polonia fu spartita tra le due potenze. Costretto a servire la polizia sotto il controllo tedesco Kazimierz, fratello minore di mio bisnonno, non ebbe scelta. Da Lipsko scriveva spesso a casa; l’ultima lettera, del 6 luglio 1944, parlava di nostalgia, di una fidanzata, di un futuro lontano dalla guerra. Per il matrimonio aveva ordinato un abito, che andò a ritirare in bicicletta attraversando un bosco. Da lì non tornò mai. Quella traversata, per noi, non è mai finita: fuggì altrove o fu ucciso? Il mio racconto nasce dal desiderio di esplorare quel tempo sospeso in cui le vite si incrinano e tuttavia, continuano a vibrare nella memoria. È un tentativo di dare voce agli ordini dell’amore spezzati, di interrogare le ferite e il loro silenzioso lavorio. Vorrei poterle ricomporre con l’oro, come nell’antica tecnica giapponese del kintsugi, che riunisce i frammenti e impreziosisce le cicatrici, restituendo alle cose un aspetto nuovo, un’anima nuova.

















