Fotografie di Terra Kitoko e Jubilea Kucerova
Ai limiti della nostra percezione, dove la chiarezza è confinata alla nostra fovea e il resto si confonde con le supposizioni prodotte dal nostro cervello, si dispiega l’opera di Terra Kitoko. Radicata nella filosofia secondo cui non vediamo la realtà così com’è, ma come desideriamo percepirla, la sua pratica traccia lo spazio tra assenza e presenza, silenzio ed espressione. Ispirato dalle nozioni giapponesi di Mu e Ma e attingendo ai paesaggi aspri dell’Islanda, Kitoko esplora identità, memoria e incarnazione attraverso la fotografia, il cinema, il suono e la performance. La sua ultima collaborazione con Jubilea Kucerova approfondisce questa indagine, esaminando potere, sottomissione e la dissoluzione dei binari in un linguaggio condiviso di movimento e immobilità. Richiamando il Teatro della Crudeltà di Artaud, il loro lavoro diventa un dialogo viscerale: uno scavo della condizione umana attraverso strati ancestrali, all’interno di un mondo di estremi.





























