Fotografie di Alessandro Mirai

Sullo sfondo del diffuso problema del randagismo, la storia di Salvatore racconta una poco comune forma di amore e dedizione. Salvatore ha sacrificato tutto per prendersi cura dei cani abbandonati nella sua piccola città. In un contesto segnato da rifugi sovraffollati e risorse limitate, l’impegno costante di Salvatore emerge come esempio di compassione e abnegazione. I suoi sforzi quotidiani servono a ricordare il lato positivo dell’umanità, ancora capace di sincera empatia e gentilezza.

Uno dei locali dei capannoni. Salvatore ricorda spesso come quei locali prima fossero pieni di macchinari per la lavorazione dei surgelati.
Uno dei tavoli con tutte le medicine che Salvatore compra costantemente. Le medicine sono molto care e i fondi per comprarli escono sempre dalla sua pensione.
Molti dei cani presentano tumori, spesso non operabili. Salvatore si prende cura quotidianamente dando loro le cure più possibili, pagando loro le operazioni quando possibile.
Una delle cucine
La sera può fare molto freddo all’interno dei locali. Salvatore ogni sera copre tutti gli animali per proteggerli. Non essendo una persona che dorme molto, durante la notte passa più volte a controllare come stanno.
Il luogo dove quotidianamente Salvatore prepara da mangiare al suo branco. Fa bollire verdure e carne donata da una macelleria locale insieme a del pane formando così un “pappone” che fa parte di una delle diete principale dei cani.
La carne una volta cotta viene disossata a mano per evitare che pezzi di ossa possano far male agli animali.
Ciottolina, uno dei cani più affettuoso e sempre vicina.
Una delle camere di Salvatore dove può consumare uno dei suoi fugaci pasti.
Lo stabile non ha un allaccio alla corrente, all’esterno dei locali ci sono due pannelli solari con cui può ricaricare tutte le batterie di cui ha bisogno.
Lolita. Morta a causa di un tumore alla bocca, aveva 14 anni. Il veterinario disse che sarebbe durata solo pochi mesi. Invece con le cure di Salvatore e con la sua perseveranza nel nutrirla, sopravvisse per un altro anno e mezzo.
Una delle facciate esterne del capannone. Il terreno esterno e di circa 2 ettari ed è recintato.
Ci sono dei volontari che spesso portano da magiare per gli animali, maggiormente pane e crocchette. Il pane viene comunque sempre controllato e selezionato.
Il veterinario viene quasi due volte alla settimana per aiutare Salvatore a fare tutti i controlli sui cani che ne hanno più bisogno.
Baldo, uno dei cani più vecchi e docili. Morto anche lui a causa di un tumore al retto.