Fotografie di Chiara Francesca Rizzuti
MYR significa molte cose: in astronomia è l’abbreviazione di milioni di anni, nelle lingue slave indica il sostantivo “pace”. Oltre a ciò, è il progetto di supporto psichedelico di Eta.
Eta vive a Utrecht e fornisce supporto a chi intende intraprendere esperienze psichedeliche attraverso sostanze psicoattive, come la psilocibina, sostanza legale nei Paesi Bassi, contenuta in alcuni tipi di tartufi e funghi.
Quando ho incontrato Eta, non sapevo nulla di psichedelia ed ero solo molto curiosa perché non ero così familiare con le sostanze psicotrope. Durante il mio viaggio attraverso queste piante, funghi, argomenti e teorie di persone che sostengono la psichedelia, ho scoperto di attraversare una profonda depressione che perdurava da anni e che avevo ampiamente trascurato. La psichedelia ha salvato la mia vita perché è diventata rapidamente un forte valore personale e una speranza verso il futuro globale.
Oggi riprendiamo a parlare di sostanze psicoattive, recuperando quegli studi sul potenziale delle sostanze enteogene, bruscamente interrotti dalle richieste più reazionarie della società borghese negli anni ‘60 e ‘70. Da un punto di vista antropologico, come spieghiamo questa promettente risposta delle sostanze psichedeliche alle condizioni mentali e al benessere generale dello stato psicofisico ed emotivo dell’individuo? Il nostro corpo, il primo strumento che abbiamo, può essere in qualche modo riprogrammato dall’esperienza psichedelica? Questa è una nuova forma di guarigione personale? E come integrare l’esperienza psichedelica nella pratica quotidiana? Le sostanze psichedeliche possono offrirci un nuovo modo di essere e di stare al mondo? La cura psichedelica può essere uno strumento potente e un valore per creare una nuova forma di società equa e giusta?
Questo lavoro, oltre alla componente visuale, si costituisce di una componente etnografica di ricerca antropologica, costituita da interviste, fieldwork, report e analisi dei dati.

















