Fotografie di Leonardo Vitti
Il sacro ha scandito i tempi lenti della mia infanzia. La somministrazione avveniva almeno due volte a settimana: il catechismo e la messa della domenica. Memorabili erano i giorni delle processioni pasquali e della festa del patrono, quando il sacro si mischiava al profano. Dopo qualche anno si aggiunse anche il rito del cimitero: i lutti familiari avevano trasformato il sacro da esperienza di festa a gesto silenzioso della memoria dei propri cari.
Molto tempo dopo, osservando le fotografie del quotidiano fatte negli anni, i temi ricorrenti si ripetevano: madonne e santi, corpi distesi o inanimati, chiese e cimiteri, superfici dorate o coprenti. Quegli scatti che sembravano così casuali, raccontavano il mio vissuto. Il sacro, più che coincidere con la fede, si rivela così come uno sguardo sul mondo, capace di riconoscere, nelle cose più ordinarie, un senso profondo di appartenenza.



















