Fotografie di Filippo De Rossi

Il cricket è il secondo sport più praticato al mondo, ma in Italia rimane poco conosciuto e relegato ai margini della percezione pubblica. Nonostante l’esistenza di squadre ufficiali e i notevoli traguardi raggiunti dalla Nazionale (tra cui la qualificazione al Mondiale 2026), rimane lo sport dei lavoratori provenienti dal subcontinente indiano, dove la sua importanza è paragonabile alla fede religiosa.
Il cricket sopravvive per lo più in campi improvvisati ricavati da spazi urbani abbandonati e da zone industriali periferiche, le partite non hanno né tribune né spettatori, sono partite fantasma: presenti, persistenti e tuttavia invisibili.
Nowhere Matches rivolge lo sguardo a queste presenze invisibili. Racconta di lunghe giornate trascorse a giocare e di tè speziati, di ricerca delle proprie radici e di auto-affermazione che diventa lotta per rivendicare un luogo in cui esistere.

Finale campionato giovanile. Selfie celebrativo.
Allenamento in battuta.
Partita a cricket tra amici.
Le regole internazionali stabiliscono che per rappresentare una nazione è sufficiente esservi nati o risiedervi per un determinato periodo di tempo. Si parla di Ius Soli sportivo. Eppure, molti giocatori della nazionale italiana sono italiani per la Federazione, ma non per la burocrazia. Nel cricket, spesso, sono gli italiani a essere considerati stranieri. Nonostante i tentativi di introdurre questo sport nelle scuole, il cricket fatica ancora a essere riconosciuto come reale strumento di integrazione.
Un parcheggio abbandonato diventa uno spazio dove poter giocare a cricket.
Campionato italiano di cricket.
Partita a cricket tra amici.
L'Hotel House di Porto Recanati è un palazzo di diciassette piani dove nel periodo estivo vivono fino a 4.000 persone provenienti da quaranta diverse nazioni. Questo edificio, costruito lontano dalla spiaggia e dal centro cittadino, è diventato simbolo di separazione sociale e marginalizzazione dei migranti. Per molti residenti, la partita a cricket serale è un appuntamento fisso quotidiano, unico momento di convivialità.
Alcuni componenti del Rovigo Cricket Club.
Il maggiore torneo italiano di cricket si svolge ogni estate a Padova; dura un’intera giornata fino a notte fonda e partecipano anche alcune squadre provenienti dall’Inghilterra.
Scontro tra giocatori per l’assegnazione di un punto.
Una partita di cricket dura un’intera giornata, si pranza assieme, si beve il tè.
La Federazione Italiana Cricket conta 71 club che partecipano a campionati e coppe nazionali, inclusi tornei giovanili e femminili. Molte squadre nascono attorno alle aree industriali e ai distretti della cantieristica navale, dove le comunità pakistane, indiane e bengalesi sono più numerose. Qui il cricket diventa un legame con il paese d’origine, ma anche un modo per costruire relazioni e identità in un territorio che spesso resta marginale.
Alcuni ragazzi dopo aver giocato a cricket si concedono una partita a calcio.
Giocatrice Lucca Cricket
Le squadre femminili di cricket - spesso composte da mogli, sorelle e figlie dei giocatori - sono spazi in cui il gioco si trasforma in possibilità: di autonomia, di visibilità, di emancipazione familiare e sociale, dentro e fuori dal campo.
Giocatrice del Padova Cricket Club.
Trasferta per la finale del campionato femminile. Un momento di stanchezza.
L’eleganza del lancio della pallina.
Finali campionato femminile a Roma.