Nurata, Uzbekistan, giugno 2023
Fotografie di Elena Fabretti
Nel nord-ovest dell’Uzbekistan, ai confini con il Kazakistan, c’è una regione poco conosciuta e ancora non molto frequentata: la regione di Navoiy.
Qui la tipica steppa dell’Asia Centrale incontra il deserto di Kyzylkum, che si estende per 200.000 km² tra Uzbekistan, Kazakistan e Turkmenistan. L’origine di questo deserto risale all’innalzamento delle catene dell’Himalaya, di Tianshan e del Pamir, avvenuto circa sessanta milioni di anni fa.
La maggior parte di questa zona è coperta da dune di sabbia, dette “barchans”, ma nella parte più occidentale si possono trovare anche rivestimenti argillosi, chiamati “takir”.
Girando in questa zona, caratterizzata anche da modeste montagne, si incontrano piccoli villaggi che hanno le loro fondamenta proprio su queste dune. Sono villaggi ancora abitati, seppur dall’aria abbandonata e degradata.
Qui tipiche costruzioni lignee e basiche edificazioni di fango e paglia prendono il posto dell’imponente architettura sovietica. Questi villaggi incarnano la testimonianza della storia che li ha attraversati.
















