Fotografie di Manuela Podda

Il cancro dell’ovaio è il più letale tra i tumori ginecologici. In Italia ogni anno si registrano circa 5.200 nuovi casi, l’80% dei quali in fasi già avanzate, complice una diagnosi tardiva in 8 casi su 10. Non esistono al momento programmi di screening scientificamente affidabili per la diagnosi precoce.

Ciò comporta uno stato di precarietà e un cambiamento della propria esistenza a cui le persone sono obbligate, modificando anche le relazioni e lo spazio vitale quotidiano. In questo scenario, la fotografia diventa un atto di resistenza: un modo per abitare il limite e trasformare il dolore in una narrazione visiva fatta di attese, segni sul corpo e paesaggi che si fanno specchio dell’anima.

Questo progetto fotografico, nato nel 2021, si pone come obiettivo la sensibilizzazione sul tumore ovarico, promuovendone la conoscenza. Ha raccolto la partecipazione di tante famiglie provenienti da tutta Italia, testimoni di un percorso di consapevolezza estrema e allo stesso tempo di un amore universale verso l’altro.

Giovanna, Cervignano del Friuli (UD).
Il Port. Un accesso venoso stabile e duraturo.
Anna, Sabbio Chiese (BS).
Il ricordo di Daniela.
Serena, Selargius (CA). Si muore, ma poi si rinasce.
Idro (BS). L’ambiente come custode.
Narcao (SU). La benedizione.
Baitoni (TN). Tutto è in continua trasformazione.
9. Consuelo, Castel Madruzzo (TN). La memoria del corpo.
In viaggio verso la Sardegna. Il passaggio.
Eleonora, Rivalta (RE).
Giovanna, Cervignano del Friuli (UD). La cura.
Emanuela, Sanremo (IM). Un legame che resta.
Daniela, Faenza (RA).
Ponte Caffaro (BS). Il volo.
Eleonora, Rivalta (RE). Laparotomia esplorativa.
Castel Madruzzo (TN). Sospensione.
Emanuela, Sanremo (IM). Uno sguardo oltre.
Idro (BS). L'origine.
Toscolano Maderno (BS). Il ciclo.