Fotografie di Domingo Nardulli e Arianna De Angelis
Ogni oggetto racconta una storia, ogni dettaglio riflette desideri e frustrazioni. Questi scatti rappresentano il peso della quotidianità: una zavorra fatta di simboli e aspettative che distinguono Millennials e Gen Z, uniti però dalla difficoltà di abitare un mondo che spesso non li ascolta. I Millennials portano tracce di un passato fatto di promesse infrante: oggetti legati a stabilità e disciplina raccontano la ricerca di un futuro sempre più incerto. La Gen Z, invece, esprime una ribellione silenziosa attraverso elementi fluidi e frammentati, tra ironia e bisogno di identità.Le figure diventano metafore viventi: corpi attraversati da un sistema che accumula e svuota, dove il peso è anche emotivo. Eppure, in questo equilibrio precario emerge una resistenza. Ogni scelta diventa un atto di consapevolezza, un tentativo di ridefinire il proprio spazio in una realtà complessa e instabile.




















Il nostro lavoro indaga la relazione tra oggetti quotidiani, metafora visiva e dimensione sociale, traducendo condizioni astratte in immagini costruite e minimali. Il progetto riflette sulla condizione di Millennials e Gen Z, mettendo in luce il peso invisibile di aspettative, responsabilità e pressioni sociali. Attraverso composizioni costruite, i corpi diventano supporti di oggetti che agiscono come carichi simbolici, frammenti di un sistema che genera desiderio ma anche instabilità. Più che documentare, il progetto costruisce metafore visive per rendere visibile ciò che spesso resta invisibile: il peso emotivo, le dissonanze generazionali e la difficoltà di trovare un equilibrio nel contesto contemporaneo.