Fotografie di Alberto Rondin
Il titolo “Capithell” evoca il contrasto tra una fede nata contro la fame e le calamità e l’attuale dimenticanza e la routine.
Nel Veneto il capitello ha sacralizzato il territorio: diffuso su strade e campagne, ha trasformato il paesaggio in uno spazio protetto. Non è solo religiosità contadina, ma il segno di un legame drammatico con la natura, dove tempeste e terremoti minacciavano la vita e il sacro offriva speranza e protezione.
Oggi il panorama riflette un pragmatismo devozionale: i rari fiori freschi cedono il passo a fiori finti che, non morendo mai, garantiscono un omaggio perenne. Le grate, nate per proteggere le statue da vandali e animali, creano però una barriera visiva con la divinità. L’essenza contemporanea risiede nel contrasto tra antichi bassorilievi e Madonnine di plastica su mattoni forati: non conta l’estetica dell’oggetto, importa la sua presenza.















