LA RESILIENZA DEL POPOLO DI MOSUL

Fotografie di Manon Roca

Le strade distrutte di Mosul ci scuotono fin dai primissimi istanti in cui entriamo nella città: edifici devastati che si ergono accanto a scene di vita quotidiana, giocattoli di bambini ancora visibili tra le macerie di quelle che un tempo erano case; segni di proiettili, colpi di mortaio e missili disseminati sui muri della città vecchia.
Cerchiamo di immaginare, attraverso ciò che vedono i nostri occhi e attraverso i racconti dei suoi abitanti, come dovesse essere la vita durante i tre anni e mezzo in cui la città è stata sotto il controllo dell’ISIS. Queste scene di desolazione rivelano la portata della violenza e della brutalità subite dalla popolazione. Esse restano come testimoni di un passato che gli abitanti di Mosul hanno intrecciato con la propria identità e con il quale oggi convivono.

Auto bruciata abbandonata.
Bambino curioso nel camion del padre, dietro una scena di desolazione.
Facciate crivellate di colpi in un quartiere antico.
Passaggio stretto tra edifici distrutti dai bombardamenti.
Vita quotidiana in una strada parzialmente distrutta dopo i combattimenti.
Bambini che giocano in un vicolo segnato dalle tracce della guerra.
Bambini che usano i trasporti pubblici.
Adolescenti che giocano a calcio balilla nella città vecchia.
Un uomo le cui cicatrici di guerra sono visibili sul viso.
Bambini giocherelloni che escono dalla loro casa, la cui porta principale è crivellata di colpi.
Resti di una scala di un edificio nel centro città.
Un divano abbandonato in mezzo alle rovine di un quartiere residenziale.
La gente di Mosul ha ricostruito la propria città accanto alla distruzione.
Bambini che giocano in un’area non ancora completamente bonificata dalle mine.
Graffiti all’interno di una casa nel vecchio quartiere ebraico di Mosul.
Bambini che vanno in bicicletta.