Fotografie di Léa Thomas
Nei territori ucraini segnati dai crimini di guerra dell’esercito russo, si concentrano le conseguenze della violenza estrema sui corpi e sugli spazi abitati. Il corpo emerge come primo territorio del conflitto, archivio vivente di una memoria che persiste nei gesti, nelle assenze e nelle difficoltà del quotidiano. Attraverso testimonianze civili, alcune inedite, il progetto mette in dialogo corpi e territori, mostrando come la violenza abbia trasformato in modo duraturo persone e luoghi.
« Ucraina, le voci che restano » è un documentario fotografico e scritto sulla memoria incarnata dei crimini di guerra e sulla resistenza silenziosa dei sopravvissuti, pone domande essenziali : come vivere dopo una violenza estrema ? Come ricostruire la propria esistenza quando il corpo è stato un campo di battaglia ? Come trasmettere questa memoria senza tradirla ?


















