Milano, una, infinite

 

Fotografie di Vincenzo Virus Borriello

Testi di Andrea Mendasti

 

Milano è una carta assorbente che conserva tracce di persone: un accumulo di strati solidi su cui si muove il magma delle sue tante anime. Le sue immagini sono fatte di contrasti, fra lo shopping del turista e la lentezza del clochard, l’allegria di ragazzi dalle mille razze e la tristezza di un caffè in solitudine, la fissità della statua e la freschezza dinamica di chi le passa accanto, la faccia di chi viene da Shenzen o Rabat montata in uno scenario sradicato dalle sue origini. E poi la grandezza formale degli edifici e la piccolezza della singola persona, come l’attimo che si confronta con la vita.

L’attimo, non quello fuggente, ma quello persistente nella memoria istantanea è la chiave con cui Virus fotografa la sua strada, non nella ricerca, ma nel trovare ciò che è vero e che dopo pochi secondi scompare. Milano è il momento che segue, è l’eternità che muta, è l’immagine.