Fotografie di Felice Patti
A volte ci sentiamo protetti dalle mura domestiche. Altre volte custodiscono qualcosa che continua a tornare. Ho registrato, chiesto e ascoltato. Le parole sono arrivate prima delle fotografie. Ogni persona ha condiviso un ricordo legato al sonno, alla paura, all’immobilità o a una presenza difficile da definire. Non ho cercato di rappresentare quei racconti né di ricostruirli. Sono rimaste le stanze, i corpi e qualcosa che continua a restare in sospeso. Realizzato all’interno degli ambienti domestici dei soggetti ritratti, Still non documenta un’esperienza specifica. Cerca il punto in cui storie diverse smettono di appartenere a qualcuno soltanto.














