GRAVIDA DI TUTTE LE STAGIONI

Fotografie di Francesca Cirilli

Attraverso la relazione tra un corpo femminile e il paesaggio agricolo, il progetto racconta una pratica di cura e coesistenza lontana da logiche di dominio.

Il tempo ciclico dell’agricoltura si oppone a una visione lineare ed estrattiva del mondo, segue il ritmo delle stagioni, della nascita e della morte, dello scambio continuo tra viventi e non viventi. Si modifica con le storie degli esseri umani, delle tecniche, degli ecosistemi, e con il cambiamento climatico.
È un tempo di duro lavoro, di attesa e osservazione, ma anche di meraviglia e poesia: così lo vive Francesca, che coltiva la sua terra assecondando flussi biologici e biodiversità, ascoltando i suoni e il silenzio, cercando segni nel terreno, nelle foglie, nei movimenti degli insetti.
È anche un tempo fatto di azioni ripetitive, gesti che diventano una performance del corpo nello spazio, una danza tra ortaggi, terra, acqua e cielo. I cicli che si compiono nei campi incontrano una presenza femminile che interagisce con essi, li nutre ed è nutrito. Le immagini seguono i gesti, ma le sequenze non si allineano perfettamente: nulla è completamente determinato o prevedibile in questa relazione.