THE POETICS OF SURVIVAL – BOMBARDARE L’EUROCENTRISMO GENERALE

Fotografie di Nicola Lorusso

50 anni dalla morte di Mao e 60 dalla rivoluzione culturale.

Alla Power Station of Art di Shangai c’è la prima mostra nazionale dedicata a Lina Bo Bardi, entrando leggo sulla parete una sua cit: “I’m an architect, I break walls”. Il titolo dell’esposizione è “The poetics of survival”. A prima vista sono tentato di rileggere il titolo, che descrive la filosofia architettonica di Lina in Brasile, per spiegare il miracolo economico cinese. Un attimo dopo mi accorgo che è la mia spocchia eurocentrica a pensarlo.

La Cina di oggi e quella di Antonioni nel 1972 in “Chung Kuo” sono due continenti completamente diversi: ma nella percezione comune, catalizzata dalla stampa occidentale che ama sbatterla in prima pagina come il mostro responsabile di ogni male, è ancora vista con ostilità, scetticismo, sospetto.

L’unico sospetto rimasto è che non ci resta molto per bombardare il nostro eurocentrismo generalizzato prima di finire vittime della nostra stessa propaganda.

Piazza Tienanmen, madre e figlio confabulano in tipico squat cinese sotto l'occhio vigile di Mao: "era un presepe perfetto, mancava solo Lenin" avrebbe detto Stefano Benni.
La hybris di una lattina di Coca Cola che sorregge la sicurezza della città di Pechino.
Ai piedi di uno degli accessi principali della Muraglia, un McDonald.
A Pechino stormi di bici, moto e motorini sono i veri padroni della strada.
Un passo falso sul ponte di vetro sul canyon di Zhangjiajie non passerà mai inosservato.
Pingyao, nello Shanxi. Difficile sbagliare una foto in un sito Unesco.
Una stazione dei treni tra Pingyao e Xi'an, sigarette e palazzoni.
All'ennesimo sguardo scrutatore ho deciso di rispondere con una foto scrutatrice. (parte 1).
A Piazza Tienanmen ci sono probabilmente più telecamere che persone. Forse vero anche per l'intera Cina.
Furong, porte aperte alle pannocchie.
Nel cuore del monastero Wenshu Yuan si erge la Pagoda dei diecimila Buddha.
All'ennesimo sguardo scrutatore ho deciso di rispondere con una foto scrutatrice (parte 2).
Dicevamo delle videocamere? Sulle Tianmen Mountain non vola un cappello senza che dio lo veda.
Sotto il Tempio del Cielo qualcuno ha le scatole piene.
Città proibita, il peso del turismo di massa.
Il cartello mi ha fatto ridere, lo sguardo inquisitore del poliziotto di più. Padiglione dell'esercito di terracotta, Xi'an.
All'ennesimo sguardo scrutatore ho deciso di rispondere con una foto scrutatrice (parte 3).
Vicino alla Piazza del Domani di Shangai si riunisce ogni weekend un gruppo di entusiasti di finanza che discute animatamente di come riaprirà la borsa americana il lunedì successivo e su quali titoli scommettere. Jhon, un broker che ha intercettato il mio sguardo incuriosito, mi rassicura che nessuno fa compravendita di titoli lì in piazza, è vietato, lì si parla soltanto. Mi ha chiesto subito dopo consigli su quali indici avrebbe dovuto investire lui stesso. Gli ho risposto "FTSE MIB", mi ha guardato un po' deluso.
La "Porta del paradiso" è lastricata di 999 scalini.
Nel Parco del Popolo di Shangai, invece, nel fine settimana si riunisce il mercato di persone che offrono o cercano matrimoni. Un tinder nella vita vera. Su un cartello i pretendenti vaganti scrivono nome, età, altezza, lavoro e cosa cercano nell'anima gemella. Questa donna cercava solo uomini con almeno una laurea.