Fotografie di Nicola Lorusso
50 anni dalla morte di Mao e 60 dalla rivoluzione culturale.
Alla Power Station of Art di Shangai c’è la prima mostra nazionale dedicata a Lina Bo Bardi, entrando leggo sulla parete una sua cit: “I’m an architect, I break walls”. Il titolo dell’esposizione è “The poetics of survival”. A prima vista sono tentato di rileggere il titolo, che descrive la filosofia architettonica di Lina in Brasile, per spiegare il miracolo economico cinese. Un attimo dopo mi accorgo che è la mia spocchia eurocentrica a pensarlo.
La Cina di oggi e quella di Antonioni nel 1972 in “Chung Kuo” sono due continenti completamente diversi: ma nella percezione comune, catalizzata dalla stampa occidentale che ama sbatterla in prima pagina come il mostro responsabile di ogni male, è ancora vista con ostilità, scetticismo, sospetto.
L’unico sospetto rimasto è che non ci resta molto per bombardare il nostro eurocentrismo generalizzato prima di finire vittime della nostra stessa propaganda.



















