Fotografie di Martina Cirese
Rubrica: Periscope
A cura di Claudio Composti
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2025 – 2015. Il lavoro nasce e si sviluppa senza una struttura prestabilita – simile a un organismo – e rispecchia l’imprevedibilità degli incontri che cattura. Fonde fotografia e disegni, testi e memorie. Genera un linguaggio visivo in continua metamorfosi: un progetto che prende forma fisica in venti quaderni d’artista, incarnando la natura interiore ed effimera della ricerca.
Attraverso spazi in cui libertà e trasgressione si intrecciano, è stata la macchina fotografica il mio strumento per esplorare i meccanismi del desiderio e i confini del corpo. Dopo dieci anni di viaggi attraverso l’Europa, sono tornata a Roma, per vivere di nuovo nella casa in cui sono nata, dove la mia fine e il mio inizio si confondono. Dai ‘Diari’ emerge così non solo un archivio fotografico, ma una materia viva in cui arte ed esperienza si dissolvono, e l’atto di vedere diventa inseparabile dal divenire.
















