LIBERTÉ, ÉGALITÉ, FRATERNITÉ

Fotografie di Andrea Saltori

“Liberté, Égalité, Fraternité” è un progetto fotografico e multimediale che racconta la vita e i valori della comunità sotterranea dei cataphiles e della scena underground parigina. Attraverso il viaggio di Eriz, giovane esploratore, si svela un mondo segreto di gallerie e spazi autogestiti, un rifugio dove le regole della società di superficie non esistono. Qui la libertà, l’uguaglianza e la fraternità prendono forma in modi inediti, plasmando un’esistenza autentica e fuori dagli schemi. I cataphiles costruiscono silenziosamente una realtà alternativa, un ecosistema umano dove ciascuno può esprimersi senza maschere, liberandosi da modelli e imposizioni sociali. Il progetto invita a immergersi in un viaggio profondo e misterioso, rompendo i pregiudizi per scoprire una realtà nascosta, sconosciuta e spesso incompresa.

Una telecamera di sorveglianza distrutta, imbrattata con il motto della rivoluzione francese. Simbolo di resistenza contro il controllo e manifesto della comunità sotterranea parigina.
Eriz al centro della piazza del Louvre, abiti da cataphile addosso, lo sguardo rivolto verso il basso, immerso nella nostalgia per il suo mondo sotterraneo.
Eriz percorre le strade di Parigi osservando con attenzione i tombini. Ne riconosce funzioni e accessi: un sapere antico, tramandato tra chi conosce davvero il cuore nascosto della città.
Un tombino che conduce alle gallerie tecniche: un’apertura di ventilazione e piccoli segni rivelano ciò che resta invisibile ai più. Solo occhi addestrati come quelli di Eriz sanno distinguerlo tra decine di accessi ordinari.
Lo strumento per sollevare i tombini, fatto a mano e adattato ai diversi meccanismi della città. Oggetto essenziale per chi frequenta il sottosuolo.
Eriz apre un tombino. I passanti osservano incuriositi, attoniti mentre lui si prepara a scendere nel mondo sotterraneo.
Un tombino massiccio, quasi 100 chili di ferro. Eriz mostra la sua abilità: lo solleva rapidamente con tecniche affinate negli anni.
Un accesso inaspettato: davanti a una vetrina, tra i tavolini di un bar o in mezzo alla strada, i varchi verso il sottosuolo si nascondono ovunque.
Le mani di Eriz, segnate e annerite. Mani che raccontano di fatica, abitudine e del bisogno profondo di un proprio spazio, lontano da norme e legalità.
Un mondo parallelo prende forma sotto terra: luoghi di incontro, regole proprie, una comunità che vive silenziosa e invisibile sotto la città.
Eriz si muove sicuro nei cunicoli delle catacombe. Le mappe create dai cataphile, precise e aggiornate, guidano molto meglio di quelle ufficiali.
Le gallerie mostrano stratificazioni di epoche diverse. Camminarvi significa attraversare decenni e secoli, a contatto con reperti e tracce di chi le ha usate prima.
Uno squat sotterraneo: uno spazio scelto, arredato e trasformato dalla comunità. Da semplici ritrovi a veri cinema nascosti, con proiezioni ed eventi artistici.
Eriz racconta il legame tra catacombe e arte. Pittura, scultura, cinema, graffiti: la creatività scorre libera nei sotterranei di Parigi.
Un ritratto intimo di Eriz. Parla del bisogno di spazi autentici, lontani dalle maschere sociali, dal rumore costante e dalle aspettative della società attuale.
Eriz riposa in uno squat scolpito nella pietra, creato interamente dai membri della comunità. Il luogo porta impressa la cura e la passione di chi lo vive.
Una cena condivisa nella “Sculpture Room”: pareti scolpite e tavole improvvisate ospitano momenti intimi di convivialità e appartenenza.
Katana taglia un blocco di tufo: la roccia viva di cui è fatto il sottosuolo parigino. Diventerà una poltrona per lo squat.
Un punto di riferimento sotterraneo: “l’arche perdue”. Simbolo riconosciuto dalle mappe segrete e tramandato nella memoria della comunità.
Eriz riemerge dal sottosuolo davanti al Centre Pompidou. Il contrasto è netto: dal silenzio delle catacombe al flusso caotico e inconsapevole della superficie.