Fotografie di Emanuele Mattia D’Angelo

Forgotten Stadiums nasce dalla volontà di creare uno spazio personale, qualcosa che ancora fatica a definirsi, ma che intreccia non solo calcio e sport, ma anche storia, architettura, cultura e, soprattutto, lo spreco di soldi pubblici. È un viaggio alla scoperta di luoghi sperduti e abbandonati, con l’unico scopo di riaccendere le luci su spazi dimenticati, ma che potrebbero essere recuperati rapidamente, aprendo così nuovi spazi sociali. Finora sono riuscito a fotografare stadi e strutture dal nord al centro, passando per il sud dell’Italia, ma anche all’estero, tuttavia la ricerca è tutt’altro che conclusa.

Un progetto che richiede grandi capacità fisiche: in molti luoghi è quasi obbligatorio scavalcare muri, oppure, al contrario, notevoli doti organizzative, quando le barriere sono troppo alte e ogni ingresso è sbarrato con ogni accorgimento per impedire ulteriori danni.

Forgotten Stadiums vuole riaccendere una luce su questi spazi dove la natura ha ormai preso il sopravvento, dimostrando che, in fondo, è sempre possibile trovare una via alternativa e che non tutto è perduto. È una ricerca continua, impegnativa e senza fine, che richiede la massima attenzione per riscoprire la storia unica che ogni spalto custodisce dentro di sé.