Fotografie di Marina Dego
Esiste un mondo oscuro sotto El Cerro Rico, a Potosí. È buio pesto, in netto contrasto con la luce intensa che inonda la città, un labirinto di strade polverose con un glorioso passato ormai in rovina. La ricca collina che si nutre delle pessime condizioni di lavoro dei minatori, che entrano nelle gallerie da giovani e smettono dopo anni di esposizione a sostanze tossiche, spesso perseguitati dal mal de mina nascosto nei loro polmoni. Si stima che oltre 8 milioni di persone siano morte in queste miniere dalla scoperta dei loro tesori nel 1545. Un prezzo enorme da pagare per soddisfare l’insaziabile fame di metalli e minerali che purtroppo non è diminuita con la fine dell’impero spagnolo ed è oggi causa di conflitti e morti nel nostro cosiddetto mondo sviluppato. Nell’atmosfera rarefatta dell’altopiano andino, la città è un promemoria forte, ma non ascoltato, delle fortune mutevoli di tutti i giochi di potere e della politica.



















