Fotografie di Gianmarco Maraviglia

Venticinque anni di “Non esistono ragazzi cattivi”. Venticinque anni di tentativi, di successi e di sconfitte. Venticinque anni di ascolto e di parole, alcune delle quali risultano inutili ma mai dette invano. Venticinque anni di tempo dedicato, tempo atteso, tempo sospeso. Venticinque anni di tempo giusto, Kayros appunto.
Ma come si misura un tempo opportuno? Si misura per sforzi di far intravedere spiragli, per stimoli, per attività, impegni. Una sala di registrazione musicale, una gita allo zoo, la gloria calcistica, lo sport in generale. La messa in scena di uno spettacolo teatrale.
I ragazzi ospitati dall’associazione sono quelli che vengono raccontati nei telegiornali come criminali, violenti, senza speranza. Ci si sofferma poco sulle loro storie, sul loro passato, sulle presenze che pesano talvolta tanto quanto le assenze, sulla violenza subita ancor prima che inferta, sulla rabbia. Si fa ancora in tempo? È la scommessa di don Claudio e di tutte le persone che a Kayros lavorano. Alcuni sono proprio cresciuti lì dentro e lì rimasti.

Gianmarco Maraviglia nell’associazione e con i suoi ospiti ha trascorso tempo. Quello che serve per non risultare più un estraneo, quello necessario per diventare quasi parte del gruppo. Ha raccontato un’idea, una filosofia, un pensiero per immagini. Non soltanto ritratti ma soprattutto suggestioni, rimandi, usando la luce quasi come fosse una persona, eterea ma presente.
Le persone non sempre si vedono chiaramente, proprio a  sottolineare come, qui dentro, il singolo abbia valore universale e rappresenti contestualmente chiunque per quel posto ci sia passato. Non c’è giudizio, non c’è un racconto edulcorato.
Ma la speranza, comunque, che valga sempre il principio di Don Burgio.

Un giovane ospite della comunità gioca alla Play Station. I videogiochi sono una delle attività preferite per passare il tempo libero, quando non si è impegnati in altre attività.
Un giovane ospite della comunità.
Cena di Natale della comunità Kayros presso la Chiesa di Dergano. Un ospite della comunità trasporta delle panche, quasi a simboleggiare la croce che ognuno di loro porta sulle spalle.
Ospiti della comunità Kayros.
Riflessi su una macchina parcheggiata negli spazi di Kayros. In una vita fatta di contrasti, Spavaldi e Fragili, un simbolo di rinascita.
Lo sport è una delle attività principali dei ragazzi di Kayros. Molti ragazzi si stanno appassionando al tennis.
Una gita in montagna. Per alcuni dei ragazzi la prima volta sulla neve, un'esperienza quasi onirica.
Un giovane ospite della comunità.
Un giovane ospite della comunità.
Don Claudio Burgio, fondatore di Kayros, allo spettacolo teatrale “Spavaldi e Fragili” in cui i ragazzi raccontano le proprie storie.
Mohammed “Simo” Lamiri prova il suo pezzo in sala di registrazione. La musica, in particolare la trap, è parte importante del percorso in Kayros. Tutti i ragazzi voglionon fare trap e scrivono i loro pezzi senza filtri. Kayors Music è diventata una etichetta discografica, distribuita da Universal. In Kayros sono nati artisticamente alcuni dei più famosi trapper italiani, come Baby Gang.
Unica presenza animale tra i ragazzi di Kayros, quasi ironicamente, degli uccellini in gabbia.
Una delle camere dei ragazzi.
Uno degli ospiti di Kayros fa sport nella palestra della comunità.
Un giovane ospite della comunità.
Il campo da calcio di Kayros. La squadra, allenata da Alain, partecipa ai tornei ufficiali CSI.
l campo da calcio di Kayros. La squadra, allenata da Alain, partecipa ai tornei ufficiali CSI.
Una visita allo zoo Le Cornelle di Bergamo. Per molti di loro la prima volta a contatto con animali esotici.
Giovani ospite della comunità gioca alla Play Station. I videogiochi sono una delle attività preferite per passare il tempo libero, quando non si è impegnati in altre attività.
Visita con i ragazzi di Kayros allo stadio di San Siro.
I ragazzi di Kayros a San Siro, nel tunnel che porta al campo.