Fotografie di Gabriele Basilico
Nel racconto fotografico di Gabriele Basilico, l’Isola non è un semplice fondale urbano. È un territorio sospeso, periferia interna, bordo della città e insieme anticamera di ciò che Milano diventerà. Un luogo dove lo spazio parla prima delle persone, ma delle persone conserva le tracce, nel disegno delle case, nei muri, nei vuoti, nelle interruzioni.
Le immagini degli anni Settanta restituiscono un quartiere popolare, fatto di case di ringhiera, cortili, muri ciechi, strade minute e spazi residuali. È una Milano ancora industriale ai margini del centro, con una fisicità concreta e non addomesticata. In quegli scatti l’Isola appare come una “città dentro la città”, compatta, autonoma, riconoscibile per densità e carattere. Non è nostalgia: è descrizione.
Il salto avviene con forza nel periodo che va dai primi anni Duemila al 2012. È qui che la spirale di Basilico torna a stringere il suo centro, i cantieri, gli scavi, la terra rimossa, la trasformazione di Porta Nuova–Garibaldi. Non è soltanto un cambio di skyline. È una mutazione di suolo, di economia, di immaginario. L’Isola viene investita da un processo che riscrive confini e destinazioni d’uso, rimettendo in discussione l’idea stessa di quartiere.
Dentro questo cambio, però, l’Isola non è mai solo “oggetto” di pianificazione. Tra 2001 e 2012 (e in parte ancora oggi) convive una tensione doppia, da un lato la grande trasformazione urbana, dall’altro un lavoro quotidiano di autorganizzazione e risignificazione. Associazioni culturali, artisti, artigiani, designer e cittadinanza attiva riaprono spazi in abbandono — fabbriche dismesse, officine, laboratori — trasformandoli in luoghi di comunità e aggregazione. È una risposta concreta alla città che cambia: non retorica “di quartiere”, ma pratiche.
Le fotografie di Basilico stanno esattamente lì, nel punto di frizione tra ciò che resiste e ciò che avanza. Non cercano l’evento. Non cercano il “prima e dopo” da brochure. Mostrano la struttura: come una città si prepara a diventare un’altra, e cosa lascia indietro nel farlo.
La mostra
Stecca3 ospita una selezione di immagini di Gabriele Basilico che documentano l’Isola e le sue trasformazioni tra 1974 e 2012.
L’Isola di Basilico. 1974–2012
13 marzo
Inaugurazione: ore 19.00–21.00
Un’occasione per guardare l’Isola non come “quartiere di tendenza”, ma come luogo in cui Milano ha messo alla prova — e continua a mettere alla prova — il proprio modo di trasformarsi.


















