Fotografie di Aakash Gulzar
Kabootar’baaz è una narrazione metaforica del dilemma psicologico e politico del Kashmir, raccontata attraverso l’immaginario dell’allevamento dei piccioni. Tradizionalmente simbolo di pace e libertà spirituale, questi uccelli oggi incarnano la condizione delle vite dei kashmiri, sospese tra fugaci momenti di libertà su un orizzonte segnato da posti di blocco. Il titolo ha un doppio significato: Kabootarbaaz come “allevatore di piccioni” e baaz come “falco”, suggerendo lo sguardo predatorio e vigile dello Stato. In Kashmir, persino il volo è confinato entro confini invisibili.
Questo progetto esplora la domesticazione dei corpi sotto un potere oppressivo. Le persone, come gli uccelli, continuano i rituali di cura e resistenza della propria identità, ma sempre sotto l’ombra incombente di fili spinati, leggi e apparati superiori. Kabootar’baaz non parla solo di uccelli; parla di persone in bilico, che ricordano, resistono e sperano sotto un cielo occupato.















