Fotografie di Yvonne De Rosa
Rubrica: Periscope
A cura di Claudio Composti
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Lo studio della grafologia sostiene che il segno grafico sia una delle poche tracce che un individuo lascia di sé come ritratto psicologico intrinseco e autentico, diverso da altre espressioni artistiche o intellettuali perché non mediato da scelte consapevoli di stile o tecnica.
Corrispondenze è una riflessione sull’amore e un invito a non perdere la scrittura a mano. Essa rappresenta una manifestazione istintiva dell’essenza di ogni singolo individuo: una sorta di impronta, una traccia che svela in modo spontaneo e involontario i tratti più intimi della personalità dello scrivente, diventando un autoritratto inconscio.
In Corrispondenze il lavoro di Yvonne De Rosa, narratrice visiva che utilizza la fotografia per esplorare e rappresentare le emozioni umane, è caratterizzato da un’impostazione ampia, quasi curatoriale, in cui ogni elemento viene scelto, studiato e integrato per contribuire a una narrazione più grande e complessa.
Partendo dallo studio di due carteggi amorosi dei primi del ’900, con l’aiuto di una psicologa esperta in grafologia, l’autrice ha approfondito la conoscenza della personalità dei soggetti scriventi. La grafia non è solo un insieme di segni codificati per trasmettere un messaggio verbale, ma vero e proprio “ritratto grafico” della persona che l’ha prodotta. Esplorando le tematiche della memoria, del desiderio e dell’amore, emerge l’evidenza di come queste esperienze umane siano sostanzialmente universali e atemporali, capaci di attraversare generazioni e di fornire uno spunto per riflettere sulla natura dei desideri umani. L’autrice ha lavorato e trasformato il contenuto emotivo di quanto scoperto con le sue ricerche in immagini: correlativi oggettivi che donano ai protagonisti una nuova vita e, per quanto possibile, l’impressione di un loro movimento nel presente. Il risultato è una fusione tra arte visiva, documentazione storica e indagine psicologica, che dissolve i confini tra passato e presente. La città di Napoli, in entrambi i carteggi, fa da sfondo, rappresenta un rifugio, un simbolo di speranza e di ritorno alle radici, un luogo dove costruire una vita ideale.
Corrispondenze è esempio contemporaneo di come i confini tra le discipline artistiche possano essere sfumati e interconnessi, rivelando nuovi modi di comprendere e rappresentare la realtà e la memoria.
Emblematicamente, quasi a prefigurare questo progetto, in una delle lettere Magda, firmandosi Magdatua scriveva: “Il nostro amore Dino mio non scemerà mai, sono certa che saprà sopravvivere anche dopo di noi perché, come ti ho detto, rimarrà sempre a ricordarlo il libro che conterrà quasi tutte le lettere che io ti ho mandato e la storia del nostro romantico incontro sentimentale.”
Violante G. Concourse
















