OCRA, ENTRE LLAMAS Y SILENCIOS

Fotografie di Lorenzo Ricci

Immagina un luogo sospeso nel tempo, tra le vette delle Ande. Ocra, a 3700 metri, è un angolo di Perù dove la modernità è lontana e le tradizioni sono vive. Le case di mattoni e paglia proteggono dal freddo, senza acqua calda né riscaldamento, ma con un legame profondo con la terra. Qui si parla quechua, non spagnolo, e la vita segue il ritmo della natura. È un paesaggio di silenzio, dove i gesti raccontano più delle parole. L’agricoltura e l’allevamento di pecore, alpaca e cuy scandiscono il tempo. Gli animali pascolano a 4000 metri, liberi fino al momento della vendita o del sacrificio. Ogni giorno è resistenza alla modernità, un mondo fatto di gesti, attese e fatica. Le montagne sono testimoni di una vita senza frenesia, ricca di bellezza essenziale, dove il tempo scorre con calma sacra e ogni respiro è un dono della terra.

Jorge è il padre della famiglia che mi ha ospitato ad Ocra. Una delle attività principali in questo piccolo paese è l’allevamento di Lama, destinati al commercio o utilizzati come fonte di nutrimento. I lama vengono lasciati a pascolo tra le montagne sovrastanti Ocra e poi recuperate nei giorni successivi.
Attorno alla comunità di Ocra esistono altri piccoli villaggi con i quali vengono spesso fatti scambi, baratti o acquisti, come in questo cavo una pecora.
La famiglia dispone di una vecchia e malconcia auto con la quale si sposta tra le vallate e spesso utilizza per il trasposto di animali.
Jorge si dirige presso la capanna di un’altra famiglia, l’obiettivo era quello di negoziare altro bestiame.
La mensola della “casa”. Prima di entrare nella capanna Jorge ha appoggiato il suo cellulare a fianco dei vari oggetti della famiglia.
L’allevamento di pecore, lama e alpaca è la principale fonte di sopravvivenza delle famiglie tra le montagne.
Jorge un lazo blocca una pecora per controllare dimensioni e stato dell’animale.
Una volta scelto l’animale viene segnato per essere riconosciuto in futuro. Una volta cresciuto e raggiunta l’età adulta sarà pronto per essere venduto.
La trattativa. Penso di essere stato accompagnato in mezzo a questi villaggi per provare a rendere la presenza di Jorge più attrattiva e per abbassare così il prezzo. In questi piccoli accampamenti le persone assolutamente non parlavano spagnolo, era quindi per me totalmente impossibile comunicare con loro.
I ritmi tra le vette sono veramente blandi, non si lavora a ritmi serrati. Questo crea un fortissimo legame tra la terra, qui chiamata Pachamama, e le persone, le quali la rispettano e venerano.
Molti degli animali vengono spesso uccisi e macellati, sia per la rivendita e commercio nei mercati sia per la sopravvivenza della famiglia stessa.
I lama al pascolo con in sfondo la città di Ocra, qui i dislivelli sono molto elevati in quanto la città si trova a 3700 mentre lama pascolano tra i 4000 e 4200 metri.
La vista dei lama dall’alto al ritorno alla “stalla”. Il recupero del gregge può durare giorni e una volta ultimato le bestie vengono chiuse in appositi recinti.
Durante la giornata di raccolta mi sono imbattuto in vari gruppi di lama, ma la famiglia sapeva esattamente dove andarli a cercare, come se ci fosse un legame indissolubile ed invisibile tra i 2.
Durante la mia permanenza mi sono imbattuto in una giornata speciale, ovvero la divisione del gregge della comunità tra i vari membri. Gli animali non sono stati uccisi ma solo bloccati per essere contati e suddivisi successivamente tra gli abitanti.
Un legame indissolubile tra gli animali e gli abitanti di Ocra.
Chiunque partecipava a questa divisione, dai giovani ai più anziani. Ognuno è essenziale nella comunità.
Una delle tante pause, tra foglie di coca e “mapachos” di tabacco.
I bambini giocano “come una volta”. Sembrava veramente che il tempo si fosse fermato e già da piccoli si instauravano i primi legami con animali e terra.