Fotografie di Matteo Maimone

Tra le montagne del Sulawesi, la morte per i Toraja non è una fine ma un tempo condiviso. Il defunto resta nella casa per mesi o anni, imbalsamato e trattato come un membro ancora presente, in attesa che la famiglia raccolga le risorse per il grande funerale.
Le cerimonie, che coinvolgono l’intero villaggio, durano giorni e prevedono sacrifici di bufali e maiali: animali guida verso l’aldilà, il cui numero riflette prestigio e responsabilità collettiva. I combattimenti rituali dei bufali segnano l’inizio delle celebrazioni.
Il legame continua nel Ma’nene, quando i corpi vengono riesumati, puliti e rivestiti per un incontro che rinnova la continuità tra vivi e antenati. Nelle tombe scavate nella roccia, sorvegliate dai tau tau, o negli alberi che accolgono i bambini, la morte entra nel paesaggio quotidiano. Qui non separa: accompagna.

Villaggio Toraja e case tradizionali
L’importanza del bufalo nella cultura Toraja
Il mercato del bestiame di Rantepao
Un uomo nella stanza dello zio “malato”, morto da 4 anni
La casa con il ritratto dell’uomo “malato”
Un’altra donna “malata” in una bara chiusa e un familiare al suo fianco
I preparativi del funerale con l’uomo al centro e i maiali come offerta
Due membri della famiglia accanto alla bara con la foto del defunto
Donne in processione durante la cerimonia funebre sotto il drappo rosso
Gli uomini in processione con la bara
Preparazione della carne di maiale
Il combattimento dei bufali
Il simbolo della croce nella casa che funge da oculo
La casa-oculo dove vengono collocate le bare
Gli uomini trasportano la bara nel campo per il Ma’nene
Il corpo della madre del ragazzo all’interno della sua bara
Il corpo di un giovane, morto da dieci anni, ripulito dopo essere stato estratto dalla bara
Il padre davanti alla tomba scavata nella roccia per cercare sua figlia
L’albero dove vengono deposti i corpi dei neonati deceduti
L’ossario, risalente a circa sette secoli fa, dove i crani dei defunti riposano per l’eternità