Fotografie di Lucia Laterza
Nel 1967 a Case Perse è arrivata una lettera. L’ha scritta mia nonna a suo padre, che abitava qui quando questo luogo senza un nome aveva già cominciato a svuotarsi, disintegrato dal campo magnetico delle città. In mezzo a una sintassi accatastata di fretta come biancheria da stirare, il centro di quel messaggio è una speranza: Io spero che là giù respiri un po’ meglio.
Ogni anno, ad agosto, da Rimini accompagno mia nonna nella sua casa, in quello che rimane del suo paese natale, se così si può chiamare, nel bel mezzo dell’Abruzzo. Questo minuscolo pezzo di terra, già da prima della prima guerra mondiale identificato da chi ci viveva come “Case Perse” (una trasposizione dialettale di “case sparse”), è l’unico posto che mia nonna chiama “casa”.
Case Perse è un reportage su ciò che resta di una casa e delle quattro generazioni che l’hanno abitata.























