IL CONTADINO ELETTRICO

Fotografie di Alessandro Treves

In provincia di Rovigo, nel comune di Castelguglielmo, dall’idea di una famiglia di  agricoltori di una piccola azienda agricola a  conduzione familiare nasce un progetto sperimentale rivoluzionario che permette di  produrre energia rinnovabile senza rinunciare  alla coltivazione tradizionale.

Un’esperienza pilota che riscrive il futuro di un  mestiere antico aprendo molteplici  prospettive ai piccoli e medi coltivatori.

 

Ǫuando dieci anni fa proposero alla famiglia Piccolo di mettere un impianto fotovoltaico sui loro  terreni (36 ettari in tutto), padre e  figlio fecero una richiesta precisa:  avrebbero accettato a patto che i  pannelli non impedissero la  coltivazione.

Una richiesta innovativa all’epoca che ha portato alla sperimentazione di pannelli innovativi, sollevati dal suolo e orientabili, in grado di consentire la coltivazione del terreno sottostante.

I nuovi pannelli sollevati da terra, semoventi su due assi, si orientano cercando il sole, come i girasoli, lasciando il terreno utilizzabile per la coltivazione agricola. Marco Piccolo usa il terreno sottostante per impiantare delle colture particolari, adatte per crescere bene all’ombra, al riparo da grandine e piogge. Una soluzione questa, che permette di continuare a coltivare e insieme produrre  energia totalmente green.

 

Una visione innovativa che innesca un circolo virtuoso tanto nella produzione  quanto nel consumo di energia  rinnovabile che viene utilizzata anche per  l’irrigazione dei campi riducendo a zero  l’impatto ambientale. Oggi, nello stesso terreno su cui  producono energia rinnovabile,  Marco e suo padre coltivano l’indaco  giapponese, un’erba tintoria utilizzata  al posto dei coloranti chimici per  ottenere il blu dei jeans.

Una storia di  cambiamento reale che  potrebbe trasformarsi in  una nuova modalità  produttiva accelerando il  percorso verso la  transizione energetica e un  futuro sostenibile.