Fotografie di Boris Bincoletto
All’incrocio tra fotografa di still life e documentario, Raï è soprattutto una narrazione personale ma universale.
Raï è il nome dato all’isola del Mare Egeo dove l’autore ha viaggiato per ricostruire se stesso dopo una rottura sentimentale e gli alti e bassi della vita.
Le immagini e i testi attorno ai quali ruota la narrazione, raccontano il suo viaggio su quest’isola immaginaria, che la mitologia slava presenta come la dimora del sole quando non è nel cielo.
Una ricostruzione di sé, lontano dai propri cari e dai propri punti di riferimento, bagnata dall’acqua del mare, dal sole e dagli incontri.
Raï è un omaggio al movimento, all’Altro e al lasciarsi andare, cullati da una luce soffusa e colori caldi.
L’uso della figura immaginaria di Raï è un modo per l’autore di dare vita all’idea di un “luogo sicuro” dove tutti potessero andare per ritrovare se stessi, per ricostruirsi, al riparo dal mondo.
Come dimostra la frase finale del libro: “Dei Raï ce ne sono tanti. A ciascuno il suo. Sta a ognuno trovarlo.”
Il libro e le foto sono stati presentati durante 5 mostre. La prima su Raï, per presentare il libro ai protagonisti e offrire fotografe alla gente dell’isola. Poi a Parigi, Lione, Grenoble e Marsiglia.



















